Paolo Sorrentino è tornato. E quando lui torna, Napoli diventa ancora una volta il centro del mondo. Il regista premio Oscar ha deciso di riportare il cinema italiano sul tetto del mondo con il suo nuovo film, “Parthenope”, un’opera che promette di essere un viaggio visivo ed emotivo tra la bellezza e il caos della sua città natale. Ma la domanda che tutti si fanno è una sola: sarà all’altezza delle sue opere più celebri o è solo l’ennesimo esercizio di stile?
C’è già chi lo definisce un capolavoro, chi invece lo accusa di ripetersi, e chi, come sempre, non vede l’ora di trovare il prossimo capro espiatorio su cui sparare a zero. Nel frattempo, però, il film è avvolto nel mistero, e Sorrentino sa bene come giocare con l’attesa.
Un cast stellare per un film che si annuncia epico
Una cosa è certa: Sorrentino non ha badato a spese. Il cast di “Parthenope” è un mix perfetto di grandi nomi e giovani promesse, con attori che promettono di dare un’anima al racconto. Il regista ha sempre avuto un occhio speciale per il casting, scegliendo volti che lasciano il segno, e anche questa volta la selezione è stata chirurgica.
Ma chi sarà la protagonista di questa nuova epopea? Celeste Dalla Porta, un volto ancora poco noto al grande pubblico, ma che con questo film potrebbe diventare l’attrice più chiacchierata del momento. Accanto a lei, giganti del cinema come Gary Oldman e Stefania Sandrelli, nomi che da soli bastano a far capire il respiro internazionale del progetto.
Napoli, regina incontrastata del film
“Parthenope” è un film che parla di Napoli, ma lo fa con lo sguardo di Sorrentino, il che significa che non sarà mai una rappresentazione banale o scontata. La città diventa una sorta di personaggio, con le sue contraddizioni, i suoi eccessi, la sua straordinaria capacità di esistere in bilico tra il sacro e il profano.
Dimenticate la cartolina turistica o il classico racconto della Napoli di camorra e degrado. Qui si entra in una dimensione più intima, più poetica, più visionaria. Ed è proprio questo che fa discutere: c’è chi ama il modo in cui Sorrentino racconta la città e chi lo accusa di essere troppo estetizzante, troppo distante dalla realtà vera.
La scommessa di un film tra sogno e memoria
Il titolo stesso, “Parthenope”, è un chiaro riferimento alla leggenda della sirena che avrebbe dato il nome alla città. Un mito che si mescola alla storia di una donna che attraversa gli anni e le trasformazioni di Napoli, tra nostalgia e desiderio di fuga.
Sorrentino non è nuovo a questo tipo di racconto, e qualcuno ha già fatto notare che il film sembra riprendere le atmosfere de “La grande bellezza”, ma trasportandole in un contesto più personale. Dopo il successo di “È stata la mano di Dio”, questo potrebbe essere il suo film più autobiografico, anche se lui si è guardato bene dal confermarlo apertamente.
La polemica sul budget e il confronto con hollywood
Non poteva mancare la classica polemica sui costi di produzione. “Parthenope” è stato realizzato con un budget che, per il cinema italiano, è considerato altissimo, e subito sono iniziate le critiche.
C’è chi accusa il regista di aver avuto troppi finanziamenti pubblici, chi sostiene che il cinema d’autore non dovrebbe costare così tanto e chi, come sempre, tira fuori il paragone con Hollywood: vale la pena spendere così tanto per un film che, alla fine, verrà visto solo da una nicchia di appassionati?
Ma chi conosce Sorrentino sa che lui non è uno che fa cinema per accontentare il grande pubblico. I suoi film dividono, affascinano, irritano. E, in fondo, è proprio questo che lo rende uno dei registi più importanti del nostro tempo.
Il verdetto arriverà dai festival
Al di là delle polemiche, il vero test per “Parthenope” sarà il circuito dei festival. Sorrentino è di casa a Cannes, e c’è chi scommette che il film sarà presentato proprio lì, in concorso o fuori competizione.
Se così fosse, vorrebbe dire che il regista punta ancora una volta alla Palma d’Oro, dopo aver già vinto con “La grande bellezza”. E c’è già chi sogna di vedere il film correre per l’Oscar, magari riportando l’Italia a Hollywood dopo anni di assenza nelle categorie più importanti.
Cosa aspettarsi dal film?
Chi ha visto le prime immagini parla di un film visivamente sontuoso, con una fotografia che incanta e una regia che si prende tutti i suoi tempi, senza paura di risultare lenta o troppo sofisticata.
C’è chi dice che sarà il film più maturo di Sorrentino, chi invece teme che sia l’ennesima riproposizione delle sue ossessioni. Ma fino a quando il film non arriverà nelle sale, tutto rimane nel campo delle ipotesi.
Sorrentino riuscirà a sorprendere ancora?
Dopo il successo globale de “La grande bellezza” e il trionfo di critica di “È stata la mano di Dio”, Paolo Sorrentino si trova davanti a una sfida difficile: dimostrare di avere ancora qualcosa di nuovo da dire.
“Parthenope” potrebbe essere il suo film più intimo e personale, o l’ennesima celebrazione di un’estetica che alcuni ormai trovano prevedibile. Quello che è certo è che, ancora una volta, il cinema italiano avrà il suo momento sotto i riflettori.
E Sorrentino, nel bene o nel male, farà ancora una volta parlare di sé.