Pensavate che la terza serata fosse quella del riposo? Sbagliato. Giovedì 26 febbraio l’Ariston ha servito gossip a tempo record: Belen Rodriguez appare in cima alle scale fuori sync e sparisce in tre secondi, Irina Shayk diventa il meme della settimana, Ubaldo Pantani nei panni di Lapo Elkann salva una serata che rischiava il coma da noia, Alicia Keys ferma tutto per un problema tecnico e poi incanta l’Ariston con un bis al piano.
E soprattutto, nel mezzo di uno sketch comico, Vincenzo De Lucia ha praticamente confermato in diretta su Rai 1 che il prossimo conduttore di Sanremo sarà Stefano De Martino. Segreto di Pulcinella ufficialmente svelato, grazie Maria.
Belen Rodriguez, il ritorno più atteso e più breve della storia dell’Ariston
Quattordici anni. Tanti ne sono passati dall’ultima volta che Belen Rodriguez ha calcato il palco dell’Ariston, quello della celeberrima “farfallina” entrata nell’immaginario collettivo italiano per sempre. Il ritorno era attesissimo, i fotografi in posizione, i social già caldi. E lei è arrivata, ovviamente. In abito rosso fuoco, lungo, attillato, perfetto, in cima alla scalinata durante l’esibizione di Samurai Jay con “Ossessione”.
Peccato che la sua frase, “Stiamo correndo un po’ troppo, facciamolo lento”, sia partita dal microfono prima ancora che lei lo avvicinasse alla bocca. Playback totale, labiale completamente fuori sync, visibile a occhio nudo da casa. Tre secondi, forse quattro, poi sparita nel nulla. I fotografi non sono riusciti nemmeno a immortalarla. Nessuno la ha citata, ringraziata o presentata ufficialmente. È apparsa come un fantasma rosso e se n’è andata.
I social, ovviamente, non hanno perso un millisecondo: entro cinque minuti era già virale. Belen tornerà venerdì sera per la serata delle cover insieme a Samurai Jay e Roy Paci. Sperando che quella volta il microfono sia acceso per davvero.
Irina Shayk “bella addormentata”: co-conduttrice o statua decorativa?
Carlo Conti l’aveva annunciata come “una delle top model più belle del mondo”. E fisicamente non c’è niente da discutere: Irina Shayk è arrivata all’Ariston in abito di pizzo nero con sandali piumati, ha cambiato abito più volte nel corso della serata e ogni volta l’Ariston ha risposto con un’ovazione. Ha persino detto a Conti, con voce sensuale: “Carlo, sono qui per te.”
La Pausini, divertita, ha risposto: “Sei un gran pezzo di ragazza, eh.” Fin qui tutto perfetto. Il problema è che Irina Shayk sul palco dell’Ariston sembrava una statuina di lusso messa lì come elemento scenografico. Non parla italiano, non conosce il Festival, non capisce le battute, non riesce a inserirsi nel contesto. Nei momenti in cui gli altri ridevano, lei sorrideva vagamente nel vuoto con l’aria di chi sta cercando di capire cosa stia succedendo. I social l’hanno già ribattezzata “Irina bella addormentata” e il meme è già patrimonio dell’umanità.
La colpa non è sua, sia chiaro: è stata messa in un ruolo che non la valorizza per niente. Leggere i nomi dei direttori d’orchestra non è esattamente il modo migliore per sfruttare una delle donne più famose del pianeta.
Ubaldo Pantani salva la serata: Lapo Elkann scambia Conti per Fazio e porta il caos
In una serata che rischiava di scivolare nella piattezza più totale, l’ancora di salvezza si chiama Ubaldo Pantani nei panni di Lapo Elkann. E il comico non si risparmia per un secondo. Scambia Carlo Conti per Fabio Fazio. Ribattezza Rai 1 “Rai 9, che fa parte del grande bouquet Sky, una grande eccellenza italiana”. Storpia il nome di Irina Shayk in “Irina Shrek” e commenta il suo abito colorato con un: “Me lo ricordavo diverso il Pantone.” Elogia Arma di Taggia invece di Sanremo. Fa battute su Montecarlo.
Poi cambia completo per tutta la serata: prima tricolore, poi tutto rosso “per Valentino, il nipote Valentino Rossi, la Ferrari e il vino per dimenticare i suoi risultati”, poi a strisce bianconere per la Juventus. Sal Da Vinci, che tocca essere presentato dal Lapo di Pantani, non riesce a smettere di ridere. Nel finale lo show si trasforma in un jukebox di imitazioni: Massimiliano Allegri, Luciano Spalletti, Bruno Vespa, Flavio Insinna. Cambio repentino e credibile, repertorio vastissimo. Problema Pucci risolto alla grande, senza nemmeno bisogno di discuterne.
Vincenzo De Lucia svela tutto: Stefano De Martino prossimo conduttore di Sanremo
Il momento più esplosivo sul fronte gossip e televisivo è arrivato dallo sketch di Vincenzo De Lucia nei panni di Maria De Filippi. Con la scusa delle lettere di “C’è Posta per Te”, il comico ha fatto il giro completo: ha tirato in ballo Amadeus, “il conduttore pentito che non sapeva che il Nove fosse anche il numero di telespettatori”, ha fatto riferimento ad Andrea Pucci con un “lanciamo il falò di confronto tra Pucci ed Elly Schlein”, e poi ha chiuso con la bomba finale.
La lettera per il futuro conduttore di Sanremo: “Si parla di una fornitura di croccantini per Gennarino e di una ballerina. Vabbè, affari suoi.” Il riferimento a Stefano De Martino, al suo cane Gennarino e alla sua storia sentimentale è così cristallino che non serve nemmeno spiegarlo. Il segreto di Pulcinella su chi condurrà Sanremo 2027 si può considerare ufficialmente svelato, e lo ha fatto Maria De Filippi in diretta su Rai 1. Geniale.
Eros Ramazzotti e Alicia Keys: standing ovation, problemi tecnici e “Now you’re in Sanremo”
Il momento internazionale della serata era il più atteso in assoluto, e alla fine ha mantenuto la promessa, ma con un brivido di troppo. Eros Ramazzotti apre la sua esibizione con “Adesso Tu”, il brano con cui ha vinto Sanremo quarant’anni fa nel 1986, e l’Ariston diventa immediatamente un karaoke collettivo.
Poi arriva Alicia Keys, accolta da un’ovazione, con un dettaglio che ha commosso tutti: i suoi nonni erano siciliani, e lei ha scelto di cantare “L’Aurora” di Eros in italiano. A quel punto però i problemi tecnici fermano tutto. “Stop, stop, non mi riesco a sentire in cuffia”, dice Alicia Keys bloccando l’esibizione sul nascere. Conti manda la pubblicità, i tecnici corrono, e quando tornano il duetto parte finalmente. L’Ariston risponde con le torce dei telefoni alzate e una standing ovation.
Ma non è finita: Conti chiede ad Alicia Keys di esibirsi in un suo classico, lei si siede al piano e attacca con “Empire State of Mind”, modificando il testo: “Now you’re in Sanremo.” L’Ariston va in delirio. Tutto dimenticato: problemi tecnici, attesa, nervosismo. Alicia Keys ha chiuso la partita da sola.
Laura Pausini in ciabatte, Mogol e il momento Paolo Sarullo
La serata ha regalato anche qualche momento di quelli che rimangono. Laura Pausini, in un momento di tregua dai tacchi vertiginosi, ha chiesto candidamente a Irina Shayk: “Come fai con quelle scarpe con il tacco?” La risposta della modella è stata disarmante nella sua onestà: “I piedi fanno male anche a me!” Poco dopo, la Pausini è apparsa sul palco con un paio di ciabatte nere aperte, come se fosse in salotto a guardare la televisione.
L’Ariston ha riso. I social hanno applaudito. Una co-conduttrice che si mette le ciabatte alle due di notte davanti a milioni di italiani ha qualcosa di profondamente simpatico. Mogol ha ricevuto il Premio alla Carriera con dignità e con il tempo che si meritava, per una volta non buttato a mezzanotte come capita sempre con questi riconoscimenti. Millesettecentosettantasei canzoni depositate alla Siae, 523 milioni di dischi venduti nel mondo, 89 anni e la canzone preferita dedicata alla moglie più giovane: “Parla di cosa sarà la mia vita quando non sarò più la mia, ma ci sopravviverà il nostro amore.” Chapeau.
E poi Paolo Sarullo, 25 anni, diventato tetraplegico dopo un’aggressione. Ha perdonato i suoi aggressori, ha cantato “Balorda Nostalgia” con tutto l’Ariston e quando Conti gli ha detto “non mollare”, ha risposto con un “col caz**o” in diretta su Rai 1, a caratteri cubitali sul ledwall dell’Ariston. Momento iconico, applauso scrosciante, nessuna censura. Giusto così.
Il pagellone della terza serata
Maria Antonietta e Colombre – “La felicità e basta”
Al secondo ascolto crescono, si sentono più sereni e complici. Restano comunque gli unici indie di questa edizione e li amiamo per questo, anche se il Festival continua a ignorarli come se non esistessero. Voto: 7
Leo Gassman – “Naturale”
Melodia ben tornita, Hammond che scalda l’intro con un timbro soul credibile. Testi amorosi senza vertigini, ma il brano scorre con misura e dignità pop. Nulla di imprescindibile, ma funziona. Voto: 6
Sayf – “Tu mi piaci tanto”
Una delle sorprese più belle del Festival. Testo urban non banale, cita Berlusconi e Tenco nello stesso brano, fotografa l’Emilia che si allaga e la Liguria che frana. Lui coinvolge, convince, emoziona. E il saluto finale ai genitori vale da solo mezzo punto in più. Voto: 8
Mara Sattei – “Le cose che non sai di me”
Ballad pop elegante, voce che brilla, arrangiamento calibrato. Peccato che sia già dimenticabile mentre la ascolti. Voto: 6
Luché – “Labirinto”
Uno dei nomi che mancava al Festival nel mondo del rap italiano. Il labirinto urban-pop ha una sua logica, un suo fascino, un gioco di luci sul palco che lo accompagna bene. Se trovi l’uscita dal labirinto sonoro trovi la chiave del pezzo. Il rischio è girare a vuoto. Voto: 6
Michele Bravi – “Prima o poi”
Arriva come una carezza lenta. Non subito, non con forza, senza effetti speciali. Una ballad flusso di coscienza dedicata a chi si sente inadeguato e fuori posto. Non per tutti, ma per chi lo sente è devastante. Voto: 7
Arisa – “Magica favola”
Voce perfetta, interpretazione da professionista, trasformazione scenica totale in bianco che richiama Elisa e la sua “Luce”. Prima dell’esibizione ha offerto antidolorifici a Conti in diretta, guadagnando dieci punti al Fantasanremo. Vale già la serata da sola. Voto: 7
Samurai Jay – “Ossessione”
Ritmi latini, samba, capoeira, tormentone estivo già pronto. Già si vede ballata senza un domani nei pacchi di Stefano De Martino. Il Bad Bunny di Mugnano ha il pezzo giusto per l’estate. Belen in playback non era prevista nel piano, ma almeno ha fatto parlare. Voto: 7
Serena Brancale – “Qui con me”
Piange ancora, e l’Ariston piange ancora con lei. La lettera alla mamma perduta funziona al terzo ascolto esattamente come al primo. Voce, testo, groove: tutto perfetto. In cinquina finale quasi certamente. Voto: 8
Eddie Brock – “Avvoltoi”
Ballad che entra nel cuore e ci rimane, ma con la sensazione costante che questa canzone, cantata da un nome più noto, avrebbe fatto molto più rumore. Dimostra solo che trenta canzoni in gara sono troppe. Voto: 6
Francesco Renga – “Il meglio di me”
Coraggio interpretativo, esplorazione di timbri e modulazioni nuove, la voce c’è ancora e si sente. Ma qualcosa non aggancia mai del tutto. Forse non è il meglio di lui, appunto. Voto: 6
Raf – “Ora e per sempre”
Racconto personale e nostalgico dedicato alla moglie, scritto con il figlio Samuele. Ballad che nel 2000 avrebbe puntato dritto al podio. Nel 2026 lascia la sensazione del tempo consumato, ma con rispetto totale per uno dei capisaldi della musica italiana. Il panda da preservare. Voto: 6
Tredici Pietro – “Uomo che cade”
Non cade, resta in equilibrio su una scrittura dritta senza troppe pose generazionali. Mix di rap e ballad portato avanti con coraggio nonostante un microfono muto che lo ha bloccato all’inizio. Solido e onesto. Voto: 6
Sal Da Vinci – “Per sempre sì”
Re del Festival, re del pubblico, re dei matrimoni e dei diciottesimi dei prossimi dodici mesi. Si commuove alla standing ovation, ringrazia il paroliere Vincenzo D’Agostino scomparso di recente. Melodia muscolare, sentimentalismo neoromantico, plebiscito popolare assicurato. Voto: 9
Malika Ayane – “Animali notturni”
Tropicalismo retrò dal gusto brasiliano, french touch, arrangiamento tra i migliori del Festival. Malika si differenzia dalla ciurma sanremese e fa bene. Eleganza trattenuta che seduce senza graffiare. Voto: 7
Top 5 della terza serata decisa da Televoto e Giuria delle Radio, in ordine casuale
- Arisa
- Sayf
- Luchè
- Serena Brancale
- Sal Da Vinci
Stasera è la serata delle cover. Belen torna, questa volta speriamo con il microfono acceso. E chissà cos’altro ci riserva questo Sanremo 2026 che, tra ciabatte, playback scoperti e segreti di Pulcinella rivelati in diretta, continua a sorprendere serata dopo serata.